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Antonio Caetano De Abreu Freire Egas Moniz



Piccoli abbagli grandi tragedie.
Illustri per cose poco illustri.

Antonio Caetano De Abreu Freire Egas Moniz,

è nato in Portogallo nel 1874 (Avanca,Estarreja) e morto a Lisbona nel 1955. Laureatosi a Coimbra, andò a Parigi, dove studio alla Salpetrière e ottenne nel 1911 la cattedra di neurologia all'università di Lisbona.

Fu una figura di spicco del mondo culturale del Paese lusitano. Fu uomo politico attivo, più volte deputato e ministro degli esteri nel 1918-1919.

Dal 1921 tornò alla sua attività di medico e scienziato, i suoi lavori permisero nel 1927 di realizzare l’arteriografia cerebrale, metodo utilizzato per la diagnosi dei tumori e che ci permette ancora adesso di esaminare in radiografia le arterie del cervello, studiando i problemi di circolazione.

Fu anche un notevole letterato e ambasciatore del Portogallo. 

Nel 1935 realizzò la scoperta che gli permise di balzare agli onori della cronaca e di arrivare a vincere nel 1949 il premio Nobel per la fisiologia e la medicina.

Aveva ideato la Lobotomia (leucotomia prefrontale).

"Tutto cominciò a un congresso in cui chirurghi americani mostrarono che se agli scimpanzé si tagliavano i lobi frontali dal resto del cervello, le scimmie smettevano di saltare su e giù per la gabbia.

Moniz tornò a casa entusiasta e cominciò a praticare la lobotomia sui pazienti del manicomio di Lisbona, soprattutto donne, senza alcun permesso. Fu un successone: le corsie psichiatriche non risuonavano più di urla isteriche. Moniz divenne un eroe, premiato nel 1949 con il Nobel in quanto «uomo meraviglioso».

Ad alimentare la tragedia furono i suoi seguaci: l’intervento fu esportato in America, da un praticone di nome Walter Freeman, e, come tutto laggiù, divenne di massa.

Freeman girava gli States su un’auto detta «lobotomobile», spiegando le meraviglie dell’operazione, che praticava ovunque, in sala operatoria o nel salotto di casa: con la tecnica dello «scalpello e del martello» guariva bambini dal «comportamento criminale», casalinghe che non volevano fare il bucato, omosessuali che così diventavano «moralmente sani».

Stranamente le proteste giunsero da quartieri inattesi: l’Unione Sovietica (che curava i cittadini scomodi con overdose di psicofarmaci) e i seguaci di Scientology.

Naturalmente l’entusiasmo durò poco: un paziente di Moniz, che forse non era stato lobotomizzato del tutto, si vendicò sparandogli alla schiena. E Freeman perse la licenza a operare quando ammazzò una paziente con un colpo di scalpello troppo forte.

Eppure la vergogna fu denunciata presto. Tennessee Williams, che aveva una sorella lobotomizzata, già nel 1958 scrisse la pièce di denuncia «Improvvisamente l’estate scorsa», e poi Ken Kesey vinse un Pulitzer per «Qualcuno volò sul nido del cuculo», che divenne un film da Oscar nel 1975, con Jack Nicholson. E nel 1982 Jessica Lange fu protagonista di «Frances».

Ma il Nobel a Moniz, quello, non fu mai tolto."
*

Probabilmente la polemica di Altichieri è assai giustificata, non dimentichiamoci però che il premio nobel fu istituito da un certo Alfred Nobel, inventore della dinamite.

 

 

 

 

 

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*Alessio Altichieri  - corriere della sera