Cose che non ti aspetti.
Marx Engels - Manifesto
del partito comunista.
(brani p.9-10 -Editori Riuniti marzo 1996 XVIII edizione)
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Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la
produzione e il consumo di tutti i paesi. Con gran dispiacere dei
reazionari, ha tolto all'industria la base nazionale.
Le antichissime industrie nazionali sono state e vengono, di giorno
in giorno, annichilite. Esse vengono soppiantate da nuove industrie,
la cui introduzione è questione di vita o di morte per tutte le
nazioni civili — industrie che non lavorano più materie prime
indigene, bensì materie prime provenienti dalle regioni più
remote, e i cui prodotti non si consumano soltanto nel paese, ma in
tutte le parti del mondo.
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Al posto dei vecchi bisogni, a soddisfare i quali
bastavano i prodotti nazionali, subentrano bisogni nuovi, che per
essere soddisfatti esigono i prodotti dei paesi e dei climi più
lontani. In luogo dell'antico
isolamento locale e nazionale, per cui ogni paese bastava a se
stesso, subentra un traffico universale, una universale dipendenza
delle nazioni l'una dall'altra.
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E come nella produzione materiale,
così anche nella spirituale. I
prodotti spirituali delle singole nazioni diventano patrimonio
comune. La unilateralità e la ristrettezza nazionale diventano
sempre più impossibili, e dalle molte letterature nazionali e
locali esce una letteratura mondiale. Col
rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, con le
comunicazioni infinitamente agevolate, la borghesia trascina nella
civiltà anche le nazioni più barbare.
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I tenui prezzi delle sue merci sono
l'artiglieria pesante con cui essa abbatte tutte le muraglie cinesi,
e con cui costringe a capitolare il più testardo odio dei barbari
per lo straniero.
Essa costringe tutte le nazioni ad adottare le forme della
produzione borghese se non vogliono perire; le costringe a
introdurre nei loro paesi la cosiddetta civiltà, cioè a farsi
borghesi.
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In una parola, essa si crea un mondo a propria
immagine e somiglianza. La
borghesia ha assoggettato la campagna al dominio della città. Ha
creato città enormi, ha grandemente
accresciuto la popolazione urbana in confronto con quella rurale,
e così ha strappato una parte notevole della popolazione
all'idiotismo della vita rustica. Come ha assoggettato la
campagna alla città, cosi ha
reso dipendenti dai popoli civili quelli barbari e semibarbari, i
popoli contadini dai popoli borghesi, l'Oriente dall'Occidente. La
borghesia sopprime sempre più il frazionamento dei mezzi di
produzione, della proprietà e della popolazione…
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