Il senso dell'esistenza. come dire... ognuno ha da trovare il suo. Però per chi è un…
permanente confuso e sente di concludere o di aver concluso poco se ne
illustra uno –assai poco conosciuto e discusso, che spero possa
rincuorare. Quello di un acaro. Esistono circa 10.000 specie di acari, appartenenti alla classe degli aracnidi, essi sono generalmente parassiti ospitati da animali o piante. Fra gli acari, le zecche sono forse le rappresentanti meglio conosciute, e fra esse la zecca del seme di ricino (ixodes ricinus) sparsa in tutto il mondo in numero prodigioso, ma particolarmente diffusa nell'umido sottobosco delle foreste dell'Europa centrale, è una delle poche che ha ottenuto una certa notorietà scientifica. Va detto che il maschio adulto (come in molte altre specie animali) non si nutre e attiene al solo compito della fecondazione, la femmina invece richiede un pasto di sangue abbondante per diventare mamma.Pasto che ricava da animali selvatici o dall'uomo. Bisogna tenere presente che probabilmente soltanto lo 0 2% delle sue uova che essa porta a maturazione raggiungerà la fase adulta; dato che, tanto un maschio quanto una femmina devono sopravvivere per riuscire ad accoppiarsi, è necessaria dunque una immensa quantità di uova per rimpiazzare una coppia di adulti. Le uova si producono e sviluppano (come in quasi ogni specie animale) nella femmina. La femmina fecondata (se le cose le vanno bene) comincerà a nutrirsi di sangue e si gonfierà fino a sembrare un lucido pisello blu. Le parti della bocca
s'impiantano profondamente nel corpo della vittima e sono tenute ferme da
spine, e ciò comporta che le zecche sono molto difficile da rimuovere.
L'area della pelle che è stata penetrata avverte una sensazione di
bruciore –questa zecca è anche vettore di una malattia virale che può
avere conseguenze molto seria per la persona infetta. La storia della vita di questo insetto che succhia il sangue è stata studiata antecedentemente alla prima guerra mondiale, da un grande biologo, Jakob Von Uexkull con una particolare attenzione rivolta al suo mondo percettivo. Quando la zecca (senza vista) emerge dall'uovo, le mancano le zampe e gli organi sessuali; tuttavia in questa fase è capace di assalire anfibi e rettili; e normalmente lo fa. Più tardi, dopo aver più volte cambiato pelle, acquista questi organi mancanti ed inizia a nutrirsi esclusivamente di animali a sangue caldo, siano essi uccelli o mammiferi. Con precisione il suo comportamento fu descritto nel 1909: “Dopo l'accoppiamento la femmina sale in cima ad un rametto e li si attacca ad una altezza tale da poter lasciarsi cadere sui piccoli mammiferi che potrebbero eventualmente passarle sotto, oppure da poter essere portata via da un animale grande qualora la sfiorasse. La zecca (senza vista) è diretta a questa torre di guardia da una generale fotosensitività. L'odore di acido butirrico che emana dalle ghiandole della pelle di tutti i mammiferi, agisce sulla zecca come un segnale per lasciare la sua torre di guardia e buttarsi giù. Se, facendo così, cade su qualcosa di caldo (glielo rivela un acuto senso della temperatura) ha raggiunto la preda: la creatura a sangue caldo. Le rimane di trovare un punto senza peli. Li scava profondamente nella pelle della sua preda e lentamente si gonfia di sangue caldo. Curioso: esperimenti fatti con membrane artificiali di fluidi diversi del sangue hanno dimostrato che alla zecca manca ogni senso del gusto. Essa così perforerà la membrana ove ci sia qualsiasi fluido della giusta temperatura. Se invece la zecca cade su qualcosa di freddo, ha mancato la sua preda e deve arrampicarsi di nuovo sulla sua torre di guardia. E ricominciare. L'abbondante pasto di sangue della zecca e anche il suo ultimo pranzo. Una volta terminato infatti non le resta altro da fare che lasciarsi cadere a terra, deporre le uova e morire. Le figliole che usciranno da quelle uova –a tempo debito, faranno altrettanto. Insomma quest’animale è guidato da tre soli stimoli: luce diffusa, odore dell’acido butirrico, sensibilità alla temperatura (37 gradi circa). È questo il segnale composito, l’unico in grado di stimolare la reazione della zecca, essa è capace di attenderlo (appesa al suo rametto) per un periodo di tempo che supera di gran lunga il decennio –e forse due. Il metabolismo durante il letargo è estremamente lento. Lo sperma ricevuto rompe la capsula solo quando del sangue caldo inonda lo stomaco della zecca. Allora gli spermatozoi giungono a fertilizzare le uova nelle ovaie. Ecco la zecca muore, dopo aver a lungo atteso quell’unico momento in cui adempie a l’unica missione della sua vita. Niente di più. Ancora convinti di aver realizzato poco, voi? Abstract
dal lavoro di: Uexkull
Jakob von (1957)
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